A volte succede che due coniugi non vadano più d’accordo e decidano di porre fine alla loro unione, e, spesso si ricorre al divorzio, e tra le domande più frequenti ci sta: ma quanto tempo ci vuole?
Da alcuni anni sciogliere definitivamente un vincolo matrimoniale è diventato meno difficoltoso più e rapido. Nonostante questo, per arrivare al divorzio i coniugi si devono prima separare.
La legge prevede quattro diverse procedure per arrivare alla separazione:
La separazione consensuale
La separazione giudiziale
La separazione in Comune
La negoziazione assistita
Una volta ottenuta la separazione, i coniugi possono ricorrere alle stesse procedure anche per il divorzio. Ma in alcuni casi è possibile sciogliere il vincolo matrimoniale senza prima procedere alla separazione (Art. 3 n.1 e n.2 lettera a) L. n. 898/1970).
Si tratta di ipotesi poco frequenti, situazioni di particolare gravità che escludono qualsiasi possibilità di riconciliazione tra le parti. Queste eccezioni possono essere:
– se il matrimonio non è stato consumato;
– se uno dei due coniugi ha subito una condanna per avere commesso gravi reati nei confronti dell’altro coniuge o di altri componenti della famiglia;
– se uno dei due coniugi ha cambiato sesso e ha ottenuto una sentenza che dispone una rettifica della sua iscrizione allo stato civile;
– se uno dei due coniugi, cittadino straniero, ha ottenuto all’estero una sentenza di annullamento o scioglimento del matrimonio, oppure ha contratto altre nozze all’estero.
Tra la separazione e il divorzio ci deve essere un termine, che varia a seconda della procedura che coniugi hanno adottato per separarsi.
Dovranno decorrere:
– 12 mesi se la separazione è stata giudiziale.
– 6 mesi se la separazione è stata avviata in forma giudiziale ma, in corso di causa, sia stata trasformata in “consensuale”.
– 6 mesi se la separazione è stata consensuale.
– 6 mesi in caso di separazione in Comune, davanti all’ufficiale di stato civile.
– 6 mesi in caso di negoziazione assistita.