In passato la crisi dell’impresa era nota anche come fallimento. Si tratta di una situazione di disagio si per l’impresa debitrice sia per i suoi creditori, che negli ultimi anni si è, purtroppo, molto diffusa.
Il fallimento si può verificare per cause di scelte sbagliate, oppure a causa di una crisi del settore nel quale le stesse svolgono la loro attività.

Le cause possono essere relative a periodi di difficoltà temporanei, ma ci sono circostanze nelle quali l’incapacità di fare fronte ai debiti, vale a dire lo stato di insolvenza, è irreversibile.

In relazione a questi eventi, la legge prevede un’apposita procedura per consentire ai creditori di ottenere il pagamento delle somme dovute dall’impresa, attraverso la vendita forzata dei beni che sono in suo possesso.
Il fallimento può essere attivato dai creditori o direttamente dall’imprenditore.

La dichiarazione di fallimento è il provvedimento attraverso il quale il tribunale dichiara che un’impresa si trova in una fase di disagio economico che ha determinato una situazione di dissesto finanziario e non è più in grado di pagare i suoi debiti.