Dopo i recenti attentati di Barcellona e Cambrils si torna a parlare di terrorismo e delle nuove misure di sicurezza adottate in Italia. Il Ministro dell’Interno Minniti alza i livelli di allerta della Polia penitenziaria chiedendo agli agenti di essere armati anche quando sono fuori servizio e all’interno delle carceri, dove in alcuni casi è proprio qui che si creano delle radicalizzazioni terroristiche.

La principale novità operativa proposta dal vertice straordinario del Comitato di analisi strategica antiterrorismo convocato da Minniti riguarda la Polizia penitenziaria: gli agenti devono essere sempre armati anche quando non stanno in servizio. Questa decisione è stata presa in seguito ai fatti di Cambrils dove un poliziotto ha contribuito a salvare vite umane. Un problema sta nel fatto che gli agenti non possono avere un porto d’armi ordinario e l’arma di ordinanza è estremamente ingombrante e difficile da nascondere.

Inoltre gli agenti della penitenziaria dovranno tenere sotto controllo la situazioni nelle carceri, ossia, dovranno controllare i comportamenti dei detenuti sospetti e comunicare ogni rischio agli organi competenti. Nello specifico, devono essere controllati i detenuti che provengono dalle zone dove è presente l’Isis in modo da scongiurare radicalizzazioni e avvicinamento al terrorismo. Sono proprio le carceri i luoghi dove le persone si convertono all’Isis. Ad oggi sono circa 420 le persone considerate a forte rischio.

Minniti è relativamente tranquillo in quanto ci sono buone precauzioni e in quanto a minacce l’Italia non ne ha ricevute di specifiche. Le intelligence italiane stanno lavorando bene e dall’inizio dell’anno sono stati fatti dei rimpatri per ragioni di sicurezza di persone sospette (67 dall’inizio dell’anno e 199 dal 2015).

Nei prossimi mesi la Polizia locale sarà tenuta a coprire anche le ore notturne e i corpi statali dovranno essere ancora più coordinati tra loro.

Secondo le statistiche la sicurezza generale dei cittadini è sempre più alta, stanno infatti diminuendo rapine, femminicidi, violenze domestiche e di ogni genere, ma i cittadini non la pensano così, hanno sempre più paura in questi tempi così turbolenti. L’obbiettivo dello Stato è quello di essere presente ovunque e passo passo sta mettendo in campo sempre nuove strategie.