La camera si è trovata ad approvare la proposta di legge n.3772 all’unanimità relativa all’argomento “Modifiche al Codice Civile, Penale e altre disposizioni in favore degli orfani di crimini domestici”.
Dopo la ratifica nel 2013, fortemente voluta dal Consiglio d’Europa, in merito alla Convenzione di Instanbul e la c.d. Legge sul Femminicidio n.119/2011, sono in arrivo nuovi provvedimenti con l’approvazione di questa nuova legge, infatti, chi ucciderà la coniuge o la convivente rischierà l’ergastolo, e ai figli della vittima sarà garantito il patrocinio legale e la reversibilità della pensione.
Le disposizioni verranno applicate per i figli minorenni o maggiorenni non autosufficienti economicamente delle vittime di omicidio commesso dal coniuge anche se separato o divorziato, o dal partner di un’unione civile anche se cessata, o di una relazione stabile.
La novità più importante è costituita dall’equiparazione di questo tipo di omicidio con il parrocinio, ossia, l’omicidio dei genitori o di un figlio, che permetterà di infliggere come pena l’ergastolo. Oggigiorno la pena prevista è di 11 anni, o da 24 a 30 anni se la vittima è divorziata o l’unione civile risulta cessata.
Oltre a questo punto veramente importante, è stato affrontato anche un altro punto saliente: la tutela dei figli delle vittime rimasti orfani successivamente a crimini domestici. Il programma prevede un’assistenza medico-psicologica, difesa legale nelle prime fasi del processo penale attraverso l’istituto del patrocinio a spese dello Stato, indipendentemente dal reddito della famiglia di appartenenza.
Anche sul fronte ereditario ci sono novità, infatti, a tutela del diritto di risarcimento del danno dei minori in questione si rafforzerà l’istituto del sequestro conservativo agli orfani costituiti parte civile in sede di condanna, anche non definitiva, spetterà, infatti, il 50% di una somma stabilita in sede civile. Contestualmente è stato annullato il diritto di godimento dell’eredità e della pensione di reversibilità per i colpevoli di crimini domestici, quest’ultima verrà immediatamente sospesa e in caso di archiviazione o proscioglimento lo Stato dovrà versare gli arretrati. Con la condanna e il patteggiamento automaticamente il giudice penale dovrà stabilire l’indegnità a succedere. Anche i beni del colpevole saranno sequestrati e serviranno a garantire un risarcimento del danno all’orfano.
E’ inoltre previsto l’ampliamento agli orfani del Fondo dedicato alle vittime di mafia, usura e terrorismo avente la capacità di 2 milioni annui per la creazione di borse di studio e posti di lavoro riservati alle categorie protette per i più meritevoli.
Il figlio inoltre potrà chiedere il cambio del cognome se figlio del genitore condannato.
Questo secondo gli esperti del settore è solo il primo passo verso la risoluzione dei problemi e l’ergastolo non spaventerà chi intenzionato a commettere questo tipo di reato, ma bisognerà agire su un piano a lungo termine per sensibilizzare ed educare le persone.
Serviranno figure specializzate, centri appositi che facciano assistenza prima dell’arrivo all’uccisione della coniuge. Solamente l’11% delle donne arriva a sporgere denuncia alla Polizia. Anche il risarcimento sembra un buon traguardo da raggiungere, ma fino ad oggi lo Stato non è riuscito a garantire neanche i risarcimenti per i parenti delle vittime di mafia, terrorismo e usura.