Talvolta, nel periodo in cui il sole si presenta piuttosto basso e obliquo, in particolare nei mesi invernali, succede che il conducente di un’automobile, o di qualsiasi altro automezzo, proprio a causa dell’intensa luce dei raggi del sole, investa un pedone, travolga un ciclista, o causi un incidente più o meno grave.
In una situazione simile, è accaduto che un Giudice di Pace abbia assolto il conducente di un’automobile il quale, evidentemente abbagliato dai raggi del sole, aveva investito un motociclista: la ragione dell’assoluzione era dovuta proprio alla violenta luce solare che, alterando improvvisamente la visione all’automobilista, gli aveva totalmente impedito di rendersi conto della presenza di una moto. Come unica responsabile dell’incidente era stata riconosciuta, appunto, la luce del sole, colpevole di avere inaspettatamente “abbagliato” il conducente dell’auto nel momento del transito della moto: un incrocio di eventi da interpretare, secondo il giudice, come un caso fortuito.
Ma, secondo la Cassazione, il caso fortuito è un elemento casuale, sì, ma “non prevedibile e non evitabile”. Nel contesto dell’incidente (e quindi della circolazione stradale), l’abbaglio dei raggi del sole non è un caso fortuito, e non esclude affatto la responsabilità per i danni causati alle persone. La Cassazione, infatti, (sentenza 42649 – 2014) ritiene che l’autista abbagliato, o in difficoltà a causa del sole intenso, sia obbligato a fermarsi, senza intralciare la circolazione, fino al momento in cui non riprenda le normali facoltà visive. Annullando, in questo caso, la sentenza del Giudice di Pace.