Sentenza del tribunale di Roma. L’ex custode del museo cittadino, accusato di pedofilia, deve scontare 3 anni e 8 mesi Il 66enne deve anche pagare alla parte offesa, costituitasi parte civile, ben 20mila euro di sola provvisionale
TARQUINIA – Nel piccolo centro abitato di Tarquinia veniva soprannominato ‘‘Gino il pedofilo’’, per la sua frequentazione con diversi bambini, spesso stranieri. Un appellativo superficiale e forse ironico, almeno per molti abitanti della città, trasformatosi invece in una terribile verità. Almeno secondo il giudice per l’udienza preliminare, Tamburelli, del tribunale di Roma che ha condannato, in sede di giudizio abbreviato, l’ex custode del museo nazionale di Tarquinia, a tre anni e otto mesi di reclusione per il reato di pedofilia. Per il 66enne, A.B.le sue iniziali, anche l’interdizione dai pubblici uffici e ambiti scolastici per cinque anni. Ma non solo. Nei confronti di una delle parti offese costituitesi parte civile, assistita dagli avvocati Paolo Pirani e Giuseppina Sparapani, ‘‘l’orco di Tarquinia’’ deve corrispondere, come provvisionale immediatamente esecutiva, ben 20mila euro, oltre alle spese legali e al risarcimento del danno che verrà stabilito in separato giudizio. Le motivazioni della sentenza saranno rese note tra 45 giorni, intanto in città molte famiglie tirano un sospiro di sollievo nei confronti di una vicenda che ha scosso gli animi di molti genitori, da quando, nel giugno 2012, emersero le prime notizie sul presunto pedofilo in azione alla Barriera San Giusto, in corrispondenza della fermata degli autobus di linea e dei bagni pubblici, luogo cioè dove i piccoli studenti ogni giorno si recano per prendere l’autobus per andare e tornare da scuola. Le diverse segnalazioni, circa ‘‘attenzioni’’ sospette nei confronti di bambini, perlopiù stranieri, avevano fatto scattare le indagini dei Carabinieri al comando del luogotenente Stefano Girelli. Indagini avviate a marzo 2012 su coordinamento dal pm Bonfanti della Procura distrettuale di Roma e culminate con l’arresto ‘‘dell’orco’’ di Tarquinia lo scorso giugno, dopo gli attenti controlli dei militari e le diverse testimonianze raccolte. Il 66enne era stato sorpreso dai Carabinieri seduto su una panchina della barriera San Giusto in atteggiamento equivoco con un bambino di 12 anni. Il ragazzino, invitato in caserma insieme ai genitori, raccontò, con non poca vergogna, di ‘‘torbide’’ molestie sessuali e palpeggiamenti subiti. Mediante la ricostruzione dei fatti e attraverso anche varie testimonianze, anche di altre vittime, che sarebbero almeno quattro, gli inquirenti riuscirono a delineare un’agghiacciante condotta da parte del 66enne che importunava i minorenni, avvicinandoli con banali scuse. Prometteva loro compensi, anche di pochi spiccioli, poi li palpeggiava sulle parti intime, fino ad arrivare ad altri tipi di rapporti. Riusciva ad allontanare i ragazzi dal luogo dell’adescamento, la Barriera, convincendoli ad entrare nei bagni pubblici. In alcuni casi, i bambini venivano anche portati a casa. L’uomo, ristretto ai domiciliari, è stato ora trasferito presso una struttura sanitaria. Già nel 2010, presso la stazione dei Carabinieri di Tarquinia, erano giunte segnalazioni per ‘‘anomali comportamenti dell’uomo’’, notati anche dalle finestre di casa. Ora l’incubo per mamme e bambini sembra essere finito. Quindici giorni fa, in sede di prima udienza, la difesa aveva richiesto il rito abbreviato condizionato, rigettato però dal giudice. L’altro giorno, in sede di giudizio abbreviato semplice, che ha permesso all’imputato di beneficiare dello sconto di un terzo della pena, è stata emessa la condanna. «La sentenza – commentano gli avvocati Pirani e Sparapani – accoglie la soddisfazione della famiglia costituitasi parte offesa in sede civile e rende giustizia alle piccole vittime dei comportamenti del soggetto in questione. Con l’occasione lanciamo un monito a denunciare tutti gli episodi simili di cui si viene a conoscenza, affinché si faccia giustizia a tutela dei minorenni». (a.r.)
(08 Mar 2013 – Ore 21:04)
Articolo di civonline.it