I voucher per il pagamento del lavoro occasionale potrebbero essere modificati o addirittura sparire nel 2017, poiché potrebbero essere aboliti. Grosse limitazioni nell’uso dei voucher per il prossimo anno, questo è quello che è trapelato dal Ministro del lavoro Giuliano Poletti, dopo aver visto l’abuso dell’utilizzo da parte dei datori di lavoro nel 2016.
Andiamo a vedere cosa potrebbe cambiare…

I voucher sono dei buoni lavoro che vengono utilizzati per pagare prestazioni di lavoro occasionale, ovvero nei casi in cui la prestazione fornita è saltuaria o accessoria. Ogni voucher corrisponde solitamente ad un’ora di lavoro ed ha un valore di 10 euro lordi, infatti, solo 7,50 euro andranno al lavoratore, mentre 1,80 euro e 70 centesimi andranno rispettivamente all’Inps e all’Inail. Il reddito da voucher è esente da ulteriori tassazioni.

L’introduzione dei voucher è nata per regolarizzare le prestazioni di lavoro occasionali fornite al di fuori del lavoro principale. Il problema si è verificato quando è stato esteso l’uso dei voucher a tutti i settori produttivi, questo ha così permesso di evadere le norme fiscali e previdenziali.
Nell’anno 2016 sono stati utilizzati notevolmente i voucher lavoro anche per retribuire lavori che avrebbero dovuto essere a tutti gli effetti subordinati.

Il futuro dei voucher lavoro è molto incerto, ma sembra probabile che avvenga la stesura di una legge, nei prossimi mesi per contrastare e limitare l’abuso dell’utilizzo e non è da escludere una eliminazione definitiva. Il D. Lgs n. 185/2016 di settembre già aveva rafforzato la tracciabilità dei voucher nel senso che i committenti delle prestazioni di lavoro occasionali devono comunicare alla sede territoriale dell’ispettorato del lavoro la durata della prestazione e i dati anagrafici del lavoratore. Nello specifico:
– I committenti che non appartengono al settore dell’agricoltura hanno l’obbligo di comunicare all’ispettorato del lavoro i dati anagrafici e il codice fiscale del lavoratore, insieme alla data e ora della prestazione almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione.

– Gli imprenditori agricoli committenti, invece sono tenuti a comunicare i dati relativi al lavoratore e alla prestazione svolta all’ispettorato del lavoro con riferimento ad un arco temporale non superiore ai 3 giorni.

Nel caso non avvenga la comunicazione all’organo competente, i committenti rischiano delle sanzioni che variano dai 400 ai 2400 euro.