TARQUINIA – Si è avvalso della facoltà di non rispondere Andrea Cesarini, il commerciante di telefonia tarquiniese finito nell’inchiesta partita da Reggio Emilia e condotta da carabinieri e finanza e che ha portato ad arresti eccellenti per false fatturazioni, frode fiscale e riciclaggio.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 41enne avrebbe emesso una considerevole quantità di fatture false per giustificare le movimentazioni di denaro che gli servivano per la sua attività.
Cesarini, dopo aver lavorato alcuni anni in una banca, aveva aperto un negozio di telefonia nei pressi dell’ospedale di Tarquinia che, successivamente, aveva ceduto per per avviare un attività di commercio all’ingrosso di cellulari con forti sconti.
Nei mesi scorsi la sua attività era finita nel mirino de finanzieri che, dopo una serie di accertamenti, hanno depositato un dettagliato rapporto alla procura. Infine, l’ordinanza che lo ha portato ai domiciliari.
Sabato mattina, assistito dall’avvocato Paolo Pirani, il 41enne è stato sottoposto ad interrogatorio di garanzia da parte del gip Baraldi: si è avvalso della facoltà di non rispondere per la necessità di prendere possesso degli atti e studiare attentamente le novecento pagine dell’ordinanza per pianificare la strategia difensiva.
Per il legale, in particolare, “la posizione di Cesarini risulta essere marginale”. Pirani ha anche spiegato ai cronisti di Reggio Emilia che il suo assistito non sarebbe coinvolto nell’indagine per via degli acquisti di telefoni cellulari o di materiale tecnologico all’estero, nè per frode fiscale o riciclaggio; ma per presunte fatture false, fatture cioè emesse, ma risultate inesistenti.
Se così fosse, dunque, la posizione dle commerciante tarquiniese rientrerebbe in un ambito molto marginale rispetto all’intera vicenda molto più ampia che vede invece coinvolte altre persone, soggetti e ditte di Reggio Emilia, “con le quali Cesarini – ha detto il legale – ha avuto la sfortuna di avere rapporti commerciali e che rientrano in un quadro ben più grave con ipotesi di coinvolgimenti in questioni di Mafia, N’drangheta e Camorra”.