L’Unione Europea ha acquisito un nuovo strumento molto importante attraverso il quale viene predisposto un quadro giuridico comune per la tutela del segreto commerciale nei paesi dell’UE mediante la pubblicazione della Direttiva n. 2016/943 sulla protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (segreti commerciali) contro l’acquisizione, l’utilizzo e la divulgazione illeciti. Gli stati membri dovranno recepire codesta Direttiva entro il 09 giugno 2018.
La Direttiva si compone di quattro capitoli:
Il primo si riferisce all’oggetto e all’ambito di applicazione della Direttiva in particolare l’articolo 2 contiene alcune definizioni tra le quali quella di “segreto commerciale”.
Il secondo l’acquisizione, l’utilizzo e la divulgazione dei segreti commerciali: in questo capitolo si identificano i comportamenti leciti ed illeciti ed eventuali casi eccezionali di non applicazione delle norme previste per la salvaguardia del segreto commerciale.
Il terzo ed il quarto capitolo, infine, sono riferiti alle misure, procedure, strumenti di tutela ed alle sanzioni. Viene segnalato, in particolar modo, la previsione della figura dell’”abuso del processo” prevista all’art. 7, con cui viene disposto che “Gli Stati membri assicurano che le competenti autorità giudiziarie possano a richiesta del convenuto applicare adeguate misure previste dal diritto nazionale quando una domanda relativa all’acquisizione, all’utilizzo o alla divulgazione illeciti di un segreto commerciale è manifestamente infondata e l’attore risulta avere avviato l’azione legale in modo abusivo o in malafede”.
È fondamentale sapere che in ogni caso l’espresso riconoscimento dell’esigenza che sempre più è in via di sviluppo (in particolar modo, tra le PMI, in quanto maggiormente propense ad attribuire valore ai segreti commerciali e a farvi affidamento) è una vera e “propria cultura della tutela del segreto”.
Ricchi di significato, inerenti al knw-how sono alcuni passaggi contenuti in questo capitolo della Direttiva ove viene riconosciuto che “tutelando una gamma così ampia di know-how e informazioni commerciali, in via complementare o alternativa ai diritti di proprietà industriale, i segreti commerciali consentono di trarre profitto dalle proprie creazioni o innovazioni e sono quindi particolarmente importanti per la competitività delle imprese nonché per lo sviluppo e la giugno capacità innovativa”, e, dall’altro, proprio per i maggiori rischi derivanti dalle recenti tendenze in atto (nella stessa Direttiva vengono menzionati, tra gli sviluppi recenti: globalizzazione, maggiore ricorso all’esternalizzazione, catene di approvvigionamento più lunghe e un uso più diffuso delle nuove tecnologie) viene riconosciuto che “senza strumenti giuridici di tutela del segreto efficaci e comparabili in tutta l’Unione, gli incentivi ad intraprendere attività transfrontaliere innovative risultano indeboliti e i segreti non sono in grado di mettere a frutto le loro potenzialità di motori della ricerca economica e dell’occupazione”.
Con questo si vuole diffondere l’importanza e la tutela della cultura del segreto commerciale tra gli stati facenti parte dell’UE che saranno chiamati ad identificare e proteggere attentamente i proprio segreti commerciali, con misure adeguate.
(Direttiva 8 giugno 2016, n. 2016/943 – pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, L 157, 15 giugno 2016)