La toponomastica è l’insieme dei nomi attribuiti alle entità geografiche (toponimi), ed il loro studio storico-linguistico.

La residenza è legata ad un luogo e quindi ad un territorio. Tale principio è sancito anche dall’art.43 del codice civile: “la residenza di una persona è nel luogo in cui ha la dimora abituale”. A sua volta, l’art. 20 del d.P.R. n. 223/1989 dispone che “a ciascuna persona residente nel comune deve essere intestata una scheda individuale sulla quale devono essere obbligatoriamente indicati il cognome, il nome, il sesso, la data e il luogo di nascita, il codice fiscale, la cittadinanza, l’indirizzo dell’abitazione….”.

Detto ciò, tutte le persone iscritte all’anagrafe, devono essere registrate come residenti in un luogo, identificato dall’area di circolazione e dal numero civico corrispondente.
Questo significa che senza una corretta gestione del territorio, non può essere tenuta una corretta anagrafe e ne tanto meno potrà essere svolto alcun censimento secondo le disposizioni Istat.
Per quanto riguarda l’amministrazione comunale ha non poco interesse a gestire efficientemente l’anagrafe poiché da questa derivano altre competenze strettamente legate alla gestione del territorio come: i tributi, i servizi sociali, polizia e sicurezza, protezione civile e attività produttive.

I requisiti indispensabili sono:

– la classificazione di tutte le aree di circolazione sia pubbliche che private aperte al pubblico;
– l’aggiornamento costante della numerazione esterna di tutti gli accessi;
– l’aggiornamento costante della numerazione interna.

In conclusione il Comune deve dotarsi di un sistema di gestione del territorio che deve essere funzionale ad una corretta gestione dell’anagrafe della popolazione residente, nonché in grado di garantire la rilevazione e il monitoraggio fedeli e costanti di tutti gli insediamenti abitativi, produttivi, amministrativi, accessori o abbandonati.