I giorni di congedo lavorativo per assistere un parente disabile in possesso di Legge 104 fanno maturare le ferie come tutti gli altri giorni di servizio al pari degli altri dipendenti, è quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con una recente ordinanza n. 14187 del 7 giugno 2017, dove un’azienda aveva fatto ricorso per decurtare i 3 giorni di 104 dalle ferie.
Quanto detto dalla Corte di Cassazione è chiaro: i permessi da Legge 104 concorrono alla maturazione delle ferie del lavoratore che non può essere penalizzato in alcun modo se ha necessità di 3 giorni al mese per assistere un parente disabile. La Cassazione sottolinea che il diritto alle ferie viene sancito dall’articolo 36 della Costituzione che garantisce il giusto riposo per tutti lavoratori, in particolare per quelli che assistono un parente invalido in quanto comporta un maggior dispendio di energie fisiche e psichiche.
Nel caso specifico la Cassazione ha respinto la richiesta dell’azienda di sottrarre i permessi 104 dalle ferie e condanna la stessa alla restituzione dei giorni di ferie tolti ingiustamente. La Cassazione conferma quanto disposto dalla Corte d’Appello, mentre nel giudizio di primo grado il tribunale aveva dato ragione all’azienda. L’ordinanza della Cassazione è importante perché si aggiunge a quanto già stabilito dalla sentenza n. 15345 del 2014 in ordine alla computabilità dei permessi da Legge 104 ai fini della tredicesima mensilità.
Il diritto alle ferie dei lavori che assistono i parenti disabili è basato anche sulla convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. La convenzione Onu prevede il sostegno oltre che alla persona invalida anche alla famiglia dello stesso che se ne deve prendere cura. Questo perché è fondamentale il contributo dei parenti affinché la persona invalida possa godere dei propri diritti.
Va specificato ai sensi dell’articolo 33 della Legge 104/1992 che tutti i lavoratori entro il secondo grado di parentela che devono assistere un familiare affetto da handicap, possono godere dei 3 giorni di permesso mensile regolarmente retribuiti e coperti da contributi in maniera continuativa. I 3 giorni possono essere anche frazionati in ore, purché vengano impiegate per l’assistenza del parente disabile. Questo non significa che la persona che assiste il disabile debba sempre essere a stretto contatto con lo stesso, può svolgere attività per lui, come ad esempio fare la spesa, anche se lui non è presente in quel momento.