Viterbo – Fondazione Caffeina – L’avvocato della famiglia Paolo Pirani alla presentazione del libro di Davide Vecchi-

Viterbo – “C’è un obbligo giuridico e morale di dare risposte per evitare che un procedimento diventi un caso. E se un procedimento diventa un caso, vuol dire che il procedimento della giustizia non ha funzionato. E per Davide Rossi non ha funzionato”. Apre così il suo intervento il penalista Paolo Pirani durante la presentazione del libro del giornalista Davide Vecchi, “Il caso David Rossi, il suicidio imperfetto del manager Monte Paschi Siena” (Mps), uscito pochi giorni fa in libreria per l’editore Chiarelettere. Presentazione tenutasi ieri sera nella biblioteca della Fondazione Caffeina.

Il 6 marzo 2013 David Rossi, responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, precipita dal suo ufficio nella sede principale dell’istituto, in una stradina adiacente al palazzo di Rocca Salimbeni a Siena nei giorni tesi dell’inchiesta della magistratura e del cambio ai vertici di Mps.

Paolo Pirani è l’avvocato dei Tognazzi, la famiglia di Antonella, vedova di David Rossi, mentre Davide Vecchi è giornalista del Fatto quotidianodove si occupa di cronaca giudiziaria, seguendone tutte le principali inchieste. Dal caso Ruby allo scandalo Mose, fino a mafia capitale, Monte Paschi Siena e Consip.

“La storia di Rossi si intreccia inoltre con la città di Viterbo – fa notare il curatore della presentazione, l’ex assessore comunale di Viva Viterbo Giacomo Barelli -. E il tutto per due motivi casuali. Il primo è perché delle indagini se ne è occupato un magistrato di Viterbo, Aldo Natalini, che lavora a Siena. E l’altro perché l’avvocato della famiglia Tognazzi è il penalista a Viterbo Paolo Pirani”.

“La morte di David Rossi è da inserire ormai nella lunga serie dei misteri d’Italia – spiega Vecchi – perché dal momento che le prime indagini furono fatte in maniera frettolosa e superficiale è chiaro che, a distanza di così tanti anni, non possono essere più ritrovate prove che potrebbero rivelarsi fondamentali”.

Vecchi racconta le ultime ore di vita di Rossi, la perquisizione, la paura dell’arresto. Le indagini. I reperti spariti o distrutti. Potere e misteri all’ombra del Monte dei Paschi di Siena. “Un suicidio imperfetto”, come riporta il sottotitolo del libro.

In sala ci sono anche Claudio Ubertini, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, e Maria Rita De Alexandris, consigliere di Viva Viterbo. Entrambi all’opposizione. 

Sulla morte di David Rossi è intervenuta recentemente anche la procura di Siena per spiegare in 10 punti i perché dell’archiviazione dell’inchiesta per suicidio. Il documento è firmato dal presidente del tribunale Roberto Carrelli Paolombi e dal procuratore Salvatore Vitello.

“L’avvocato Pirani conosce le carte e sa fare bene il suo lavoro – ha sottolineato Davide Vecchi – ed è importante che i familiari si siano rivolti a Paolo, proprio perché Paolo non è di Siena”.

“La vicenda di David Rossi – ha poi spiegato – è legata a tutto quello che è stato il caso Monte dei Maschi Siena. David aveva il potere di gestire in maniera professionale la comunicazione della banca e aveva un potere che si era conquistato”. Insomma, non uno qualsiasi. Uno che forse sapeva troppo e che alla fine sarebbe stato di troppo.

 

articolo di Daniele Camilli tratto da ‘Tusciaweb’ – 1 novembre, 2017