La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 28478 dello scorso 29 novembre 2017 si è pronunciata in materia di danno catastrofale, enunciando che il danno non viene riconosciuto e risarcito in caso di morte immediata del soggetto. In altre parole significa che se la vittima non vive un tempo tra l’evento catastrofale e la morte non ha diritto al risarcimento, poiché quest’ultimo deriverebbe dalla sofferenza maturata prima del decesso.
Il caso di specie riguarda un omicidio per mano camorristica; gli eredi della vittima avevano agito in giudizio per chiedere il risarcimento dei danni morali, ma la Corte di Cassazione ha bocciato il tutto in quanto non può essere riconosciuto il danno catastrofale poiché la vittima è deceduta sul colpo.
La parte ricorrente dopo la prima sentenza ha mosso ricorso sostenendo che la vittima si sarebbe resa conto dell’imminente morte, poiché dall’inizio dell’aggressione fino al momento dell’avvenuta morte, la vittima avrebbe cercato di scappare e trovare salvezza in rifugio vicino casa.
Nonostante tutte le prove fornite sul caso di specie i giudici hanno ritenuto che la consapevolezza della morte non poteva essere maturata in mente della vittima in quanto l’azione si è svolta in pochi istanti.
Invero, l’azione omicida era durata pochi istanti e la morte era sopraggiunta istantaneamente a questa, non intercorrendo dunque alcun lasso temporale tra l’evento lesivo e la cessazione delle funzioni cerebrali e della consapevolezza della vittima.