Da sempre le leggi contro il fumo hanno fatto discutere e dividere l’opinione pubblica. L’anno scorso con l’inasprimento di molte leggi e divieti, è stato introdotto il divieto di fumare in auto se a bordo c’è una donna in gravidanza o dei minori, rischiando di pagare una multa di 110 euro. Divieto molto difficile da far rispettare.

L’ultimo caso riguarda un automobilista di Trieste, ma come lui ce ne sono stati tanti altri in tutta Italia che sono stati multati poiché sorpresi a fumare nella loro auto, sia che fossero conducenti o passeggeri, in presenza di minori o donna incinta. Poco importa se il minore o la donna sono parenti o comunque non sono contrari al fumo: a stabilirlo è il Decreto legislativo n. 6/2016, in vigore fin dal febbraio dell’anno scorso.

Il problema più grande è far rispettare però questa norma, se già è difficilissimo sorprendere gli automobilisti al cellulare o senza cintura, figuriamoci capire se si fuma in auto e in presenza delle categorie suddette. Per le Forze dell’ordine, quindi, è oggettivamente difficile applicare questa sanzione. Oltre questo problema, ci si mette anche che la norma non sia molto chiara. Non va preso in considerazione il Codice delle strada, bensì le disposizioni generali contro il fumo che sono diverse per ogni Regione e questo permette di cogliere impreparato il personale della Polizia. Non è previsto alcun sconto per chi paga la multa entro 5 giorni e l’eventuale ricorso va fatto al prefetto entro 30 giorni e non al giudice di pace come nel caso di altre multe.

Vediamo ad oggi dove c’è il divieto di fumare in Italia.

Come è stabilito dalla legge antifumo (Legge n. 3/2003) e dalle successive modifiche normative (non ultimo il citato Decreto legislativo del 2016), è vietato accendere la sigaretta in tutti i locali chiusi, ad eccezione dei soli locali privati non aperti al pubblico e delle apposite zone per fumatori. Ma il divieto di fumo riguarda anche gli spazi aperti, se ci si trova nei pressi di università ospedaliere o istituti di ricerca scientifica di cura pediatrica. È poi proibito fumare nelle pertinenze esterne dei reparti di ginecologia, ostetricia e pediatria degli ospedali: la multa, in tutti i questi casi, va dai 25 ai 250 euro.

Sanzioni aumentate, infine, per chi getta la sigaretta per terra, anche se in spiaggia: in questo caso il trasgressore dovrà sborsare 300 euro.