Con l’aumentare della criminalità si torna a parlare della legittima difesa da parte della persona che subisce l’aggressione. La legittima difesa rientra tra le cause di giustificazione previste dal nostro codice penale all’articolo 52. Ancora adesso, l’iter di modifica in senso scriminante della legittima difesa sta fermo in Parlamento.
L’ultima proposta risale al 2015, quando la Lega Nord propose di sussumere nell’alveo della legittima difesa tutti i casi di violazione dell’abitazione o del luogo lavorativo. Il testo affermava che chi reagiva all’aggressione non doveva essere punito.
La stessa proposta fu presa in considerazione dalla Commissione di Giustizia e modificata, con la successiva approvazione di un emendamento del Partito Democratico, che incideva sulle attenuanti, e non direttamente sulla legittima difesa. In pratica, veniva escluso l’eccesso colposo di legittima difesa quando si manifestava un episodio di grave perturbamento psichico, (deciso dal giudice, nel singolo caso), ossia, chi abbia subito aggressioni notturne, aggressioni armate a volto coperto in presenza di bambini anziani e donne e molto altro.
Fino ad oggi l’unica occasione di rinnovamento della disciplina sta nel disegno di legge di riforma del codice penale, nel quale è previsto un aumento di pena per chi commetta furti in abitazioni, non intaccando la legittima difesa.
Negli Stati europei e negli Stati Uniti ci sono in vigore leggi similari a quelle vigenti in Italia, nelle quali, la legittima difesa viene valutata in base alla proporzione dei mezzi di difesa con la gravità del reato commesso. La proposta di legge fatta dalla Lega Nord riprendeva l’attuale normativa vigente in Francia.