L’Eurozona può considerarsi un progetto monetario incompiuto visto che non ci sono regole economiche uguali per tutti e che gli stati più sviluppati non trasferiscano risorse finanziarie agli stati più deboli.
Tutto questo si vorrebbe risolvere con l’istituzione di un vero e proprio Ministero delle Finanze Europeo che possa prendere decisioni di politica economica vincolanti per gli Stati, nonché la costituzione di un bilancio europeo, rimesso alla gestione della Commissione. Ma questo si scontra con le idee Franco-Tedesche che hanno paura del debito pubblico dei singoli stati, come primo l’Italia.
Premesso ciò si potrebbe approfondire il discorso degli eurobond che potrebbero risultare essere un valido strumento finanziario puntato alla crescita di ogni singolo Paese.
L’emissione del titolo dovrebbe essere rimessa ad Agenzia di apposita costituzione o alla già esistente Banca Europea degli Investimenti, in ragione delle competenze di cui questa già dispone per statuto.
L’emissione dello strumento obbligazionario dovrà avvenire al solo fine di acquisire risorse necessarie per investimenti negli Stati membri; l’istituzionalizzazione di una tale finalità fa sì che tali operazioni possano mutare regole che sono proprie di un’altra fattispecie di operazione finanziaria: il project financing.
Ricorrere all’emissione di cui sopra avrebbe, pertanto, il pregio di consentire all’Italia di approvvigionarsi di capitali senza far lievitare il proprio debito pubblico; sul punto, è bene speculare riguardo la possibilità di garantire l’emissione con la quota di risorse che ogni anno il nostro Paese è tenuto a trasferire all’Unione Europea nell’adempimento degli obblighi di bilancio comunitario.