Nel Decreto Dignità il nucleo centrale di tutti gli interventi è il rapporto di lavoro a tempo determinato ed è per questo che in questo articolo approfondiremo la differenza tra lavoro a tempo determinato e quello indeterminato.

Si può definire il rapporto di lavoro a tempo determinato come quello che visto l’accordo raggiunto tra datore di lavoro e lavoratore in sede di conclusione del contratto, è caratterizzato dal fatto di avere un termine di durata, raggiunto il quale esso cessa di produrre effetti giuridici senza necessità di un atto unilaterale di recesso ad opera di una delle parti.

Il rapporto di lavoro a tempo indeterminato invece in forte contrapposizione con il suddetto prevede la cessazione del contratto non con un decorso di un termine temporale ma è subordinata all’atto unilaterale di recesso ad opera di una delle parti (licenziamento intimato dal datore di lavoro ovvero dimissioni rassegnate dal lavoratore) ovvero alle altre cause disciplinate dalla legge (ad esempio il decesso del lavoratore).

Trattandosi di due modelli completamente diversi di rapporto di lavoro è bene stabilire quale rapporto sia considerato “normale” e quale sia invece uno strappo alla regola.
Secondo alcuni pensieri il rapporto di lavoro a tempo determinato può essere migliore in quanto non lega per tutta la vita il lavoratore a quel determinato mestiere, ha una naturale “scadenza” (termine di contratto) e sviluppa delle relazioni commerciali ed imprenditoriali maggiori. Inoltre il lavoro a tempo indeterminato riportava un po’ al discorso della schiavitù del passato. Fortunatamente questo pensiero è stato abbandonato e si è fatta strada strada l’idea che garantire al lavoratore un posto di lavoro stabile e duraturo, potenzialmente in grado di assicurargli un impiego per tutta la vita lavorativa e fino al raggiungimento dell’età pensionabile costituisse un valore da perseguire.

Premesso ciò, sia a livello italiano che europeo, è iniziata ad emergere la distinzione di tipologia contrattuale “normale” per indicare il rapporto di lavoro a tempo indeterminato, mentre si è sempre più imposto il rapporto di lavoro a tempo determinato come un’eccezione.