Il caregiver familiare o assistente familiare è colui che gratuitamente ed essendo legato da vincoli affettivi aiuta un proprio congiunto non più autosufficiente a causa dell’età avanzata oppure di patologie croniche invalidanti. Si tratta di un’assistenza a tempo pieno o parziale volta a soddisfare tutte le necessità della persona da accudire come ad esempio: la cura della persona, la pulizia della casa, la somministrazione di farmaci o pasti, la riscossione di canoni o pensione e il supporto in tutte le attività che necessitano un supporto emotivo per stimolare e rendere più piacevole la giornata della persona assistita.

Chiaramente l’impegno del caregiver varia in base allo stato di salute dell’assistito e questo molte volte può determinare un carico emotivo molto forte poiché il familiare viene messo di fronte a disagi di natura psicologica, ansia, depressione, insonnia o agitazione.

Il caregiver, nonostante tutte le difficoltà da affrontare, sia di natura morale che economica, non è ancora una figura riconosciuta professionalmente e protetta dal nostro ordinamento giuridico. Facendo una breve statistica il 66% di familiari che assistono i familiari, riducendo gli orari di lavoro e rinunciando a diversi impegni, sono le donne.

Facendo seguito a varie iniziative intraprese dai caregiver, sia in ambito europeo, sia italiano, sono stati presentati due disegni di legge al Senato e due proposte di legge alla Camera.

Le proposte di legge sono almeno 4 firmate in primis dal Senatore Angioini che chiede l’adozione di una legge quadro nazionale che tuteli le persone che scelgono di assistere un familiare non autosufficiente. La seconda proposta è quella firmata dal deputato Patriarca e ricalca i passi della precedente normativa, infatti, ha come obbiettivo quello di riconoscere questa figura professionale. La proposta firmata dalla deputata Iori prevede una sinergia tra l’operato dei familiari e quello degli operatori socio – sanitari e chiede anche un sostegno economico per il caregiver. Infine la proposta della senatrice Bignami conserva al suo interno la definizione stessa di caregiver familiare, chiede il riconoscimento come qualifica professionale per tutte quelle che persona che si prendono cura ed assistono gratuitamente un parente entro il secondo grado di parentela o un convivente per almeno 54 ore settimanali, inclusi i tempi di attesa e la vigilanza notturna.