Quando i genitori si trovano in disaccordo sull’iscrizione del figlio a scuola, deve intervenire il giudice e deve decidere per loro ciò che è più giusto per il bambino.
Il Tribunale di Perugia con un’ordinanza ha stabilito che: in caso di disaccordo tra i genitori il figlio dovrà andare alla scuola pubblica.

La scelta dell’iscrizione del figlio in una determinata scuola viene spesso contesa tra i due genitori per esercitare la responsabilità genitoriale. Quando non si trova un accordo tra i due genitori separati o non più conviventi, deve intervenire il giudice a prendere una decisione per conto loro, tenendo conto il bene del figlio.

Il Tribunale senza neanche pensarci troppo ha stabilito che il bambino dovesse andare alla scuola materna pubblica in quanto essa deve sempre essere preferita poiché rappresenta l’alternativa più neutra, quella organizzata dal sistema nazionale che permette di esercitare il diritto costituzionale all’istruzione. Il giudice deve attenersi quindi alla scelta più imparziale e neutra che automaticamente esclude la scuola privata per via del pagamento di rette annuali, orientamento culturale, religioso o politico specifico. L’ordinamento pubblico è gratuito e universale.
Questa decisione non è unica per tutto il percorso formativo, ma di volta in volta si può decidere in base alle esigenze del bambino.

Esistono però dei casi particolari in cui il Tribunale può decidere a favore dell’istruzione privata. L’iscrizione alla scuola privata può essere utile se venissero riscontrati dei problemi che danneggerebbero il percorso scolastico del bambino o nel caso in cui ci fossero dei problemi di apprendimento (in questo caso si predilige una scuola privata specilaizzata).