Notizia di pochi giorni fa l’approvazione da parte del senato dopo vari cambiamenti delle Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo.

Qualche settimana fa la Cassazione ha emesso una sentenza inerente al bullismo, la quale garantisce il diritto al gratuito patrocinio da parte dello Stato, indipendentemente dal reddito, in quanto lo Stato si sente in dovere poiché non è stato in grado di proteggere il suo cittadino. Questa sorta di risarcimento è previsto per le vittime di stalking, bullismo, femminicidio e maltrattamenti familiari.

L’innovazione fondamentale è costituita dall’introduzione nella legislazione italiana della parola cyberbullismo che ciene così definito: “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito dei dati personali a danno dei minorenni, nonché la diffusione di contenuti online il cui scopo intenzionale e predominantesi a quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.

In tutti i casi suddetti è possibile richiedere l’eliminazione dai social network o da internet i contenuti che si ritengono offensivi. Questa richiesta può avvenire direttamente dal soggetto vittima del cyberbullismo, nel caso abbia più di anni, nel caso fosse un minore di 14 anni sarà sempre necessario l’intervento dei genitori.

Se il contenuto offensivo non sarà rimosso entro le 24 ore interverrà il Garante della Privacy che nelle successive 48 ore si impegnerà ad eliminare qualsiasi traccia del contenuto.

Le conseguenze per il minore che ha esercitato cyberbullismo è un ammonimento, in assenza di reiterazione della condotta delittuosa, il soggetto non subirà altre sanzioni penali al compimento dei 18 anni. Questa legge ha una finalità preventiva e non punitiva. Per la stessa motivazione i promotori della stessa e in seguito il Senato si sono rifiutati di fare un ampliamento soggettivo della legge appena approvata, infatti la legge ha effetti solamente sui minorenni.

La presente ha puntato tutto sulla prevenzione del fenomeno, investendo in nuovi strumenti. Ogni istituto scolastico avrà un referente, individuato in un insegnante, che avrà il compito di monitorare la situazione complessiva della scuola e prevenire atti di violenza mediante determinati mezzi e con nuovi strumenti.

Il preside della scuola avrà il compito di colloquiare con i genitori degli studenti coinvolti in atti di violenza e decidere i provvedimenti da prendere verso il minore aggressore.

Infine il Ministero dell’Istruzione ha il compito di predisporre linee guida per insegnanti e alunni nell’uso consapevole di internet, a questo collaborerà la Polizia postale, al quale saranno destinate le maggiori risorse per tutelare i minori nel web.
Da ultimo, si prevede la creazione di un tavolo interministeriale permanente, addetto al monitoraggio del fenomeno nel nostro Paese.